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Vicolo caratteristico di Vieste
Vieste è tra le città più antiche della Daunia: ebbe grande splendore fra il X ed il VI secolo a.C. Fu una colonia greca ed in seguito municipio romano; con Diocleziano la città ebbe il suo defensor civitatis (poche colonie della Puglia potevano vantare tale privilegio).
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Il toponimo si presta a varie letture, ma tutte comunque sono ricollegabili alla voce "fuoco". L'etimo etrusco "Apheneste", il latino "Ustum": tutti termini ricollegabili al culto del fuoco e della dea del focolare Vesta, da cui discende Vieste. Vieste sarebbe collegata altresì alla leggendaria Uria ed alla città di Merino, distrutta nel 914 d.C. Nella città di Merino, secondo la tradizione, sarebbe approdato Papa Celestino V, fuggiasco, e che qui sarebbe stato imprigionato per ordine di Bonifacio VIII. |
Vieste conobbe le dominazioni bizantine, longobarde e normanne.
Ma le distruzioni più rovinose e gli attentati più feroci, Vieste li subì dagli assedi dei pirati turchi, i quali vi giunsero con settanta galee guidate dal terribile pirata Dragut Rais (18 - 21 luglio 1554).
La tradizione popolare vuole che durante il saccheggio di Dragut, per suo ordine, gli inabili ed i vecchi che, non potevano essere trasportati e venduti come schiavi, furono trucidati e decapitati nei pressi della cattedrale su di un masso che prese il nome di "Chianca Amara".
Nel XVI sec. veniva riedificata ed abbellita dal re di Spagna, ma altri saccheggi e violenze si consumarono nella città.
La città fu sede vescovile dal 993 al 1817. Con il tempo, l'industria turistica ed alberghiera è divenuta, insieme alle attività marinare, artigiane ed agricole, la struttura portante di tutta l'economia della città.